Yourcenar
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Marguerite Yourcenar
Una narrazione ancora parlante
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PRESENTAZIONE DELL'IDEA

…L’essere che chiamo “io” venne al mondo un certo lunedì 8 giugno 1903 verso le otto del mattino a Bruxelles; nasceva da un francese… e da una belga… quella creatura di sesso femminile, già presa nelle coordinate dell’era cristiana e dell’Europa del XX secolo, quel pezzetto di carne rosea piangente in una culla azzurra…. ( Marguerite Yourcenar, Care Memorie, ed.Einaudi )
In occasione del centenario dalla nascita di Marguerite Yourcenar sono già molte le iniziative culturali in preparazione in tutto il mondo, e anche qui a Roma, scrittrici e scrittori, filosofi e filosofe, registi e registe, attori e attrici, studenti e insegnanti, operatori e operatrici culturali, bibliotecarie e bibliotecari, editori, vorranno regalare a Yourcenar un compleanno indimenticabile.
La scrittrice, il cui nome è indissolubilmente legato a quello dell’imperatore romano Adriano, protagonista del capolavoro Mémoires d'Hadrien, è divenuta oggetto di un reiterato interesse internazionale … Il tratto forse più tipico della sua mente - dice la sua amica storiografa antichista Lidia Storoni Mazzolani – fu di estrarre dal contingente l’universale e dilatare ogni aspetto della realtà in una riflessione generale e, come ha dimostrato facendo rivivere le più diverse creature del passato, nel trasferire in tempi magicamente lontani le nostre inquietudini.
Adriano, Zenone, sono uomini che parlano la Storia, ma riescono anche a nominare l’amore, il dolore, la morte, come nessun uomo potrebbe mai. Yourcenar infatti, con una sapienza femminile mai nominata, mette in scena la consapevolezza del limite, l’arrendevolezza anche dei grandi uomini alle leggi dell’esistenza.
A Yourcenar sono state dedicate finora tre biografie, ultima quella di Michèle Goslar, che sarà pubblicata in Italia da Apeiron Editori .
Margherite Yourcenar è stata la prima donna ad essere accolta tra gli “immortali” della Francia nella prestigiosa Accademie Francaise, nonostante l’opposizione della quasi maggioranza degli autorevoli membri, tra i quali il più accanito fu Claude Levi Strauss.

Scrive la sua biografa Josyane Savigneau: …L’Academie è probabilmente stata per Yourcenar il primo luogo di scontro con gli uomini. Per la prima e forse unica volta della sua vita, ha sentito la loro riprovazione. Irrazionale. Fondata unicamente sulla sua appartenenza all’altro sesso.
Una delle risposte simboliche di Yourcenar a quell’ostilità misogina, fu di chiamare accanto a sé, nel suo discorso di accoglienza, le grandi donne che l’avevano preceduta. Era il 1981: …Voi mi avete accolta … questo me incerto e fluttuante, questa entità di cui io stessa ho contestato l’esistenza… eccolo come è, circondato, accompagnato da una schiera di donne invisibili che avrebbero dovuto ricevere molto prima questo onore, al punto di spostarmi da un lato per lasciar passare le loro ombre: Madame de Stael, una delle migliori menti del secolo…George Sand…Colette… E da quella sera non tornò più nell’Academie , convinta che il pensiero e la ricerca culturale fossero altrove e che avessero bisogno di curiosità e movimento. Marguerite era una grande viaggiatrice.
…Grandezza è grazia dell’esserci, legata inscindibilmente alla vicenda terrena che corre tra la nascita e la morte, impossibile da scambiare con la fama acquisita dalle opere, ma conservabile solo tramite il ricordo di altre e altri che tornano a parlare di noi, delle parole che abbiamo pronunciato, dei gesti che abbiamo compiuto (Hanna Arendt, da Vita activa )

A cura di Pia Mazziotti (Ufficio Cultura Biblioteche di Roma), Claudia Gioia (consulente)

 

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